La reale forza di una singola preghiera

(- da una notizia apparsa sul web - )

Macerata. Docente universitaria interrompe lezione per pregare per la pace nel centenario dell'apparizione di Fatima.
Scoppia la polemica.
Interviene il Vescovo: grazie perché voi anticlericali avete ricordato a noi credenti la forza della preghiera.

Il 13 ottobre la professoressa di Glottologia e Linguistica al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, fa lezione a un centinaio di studenti di Lingue e Lettere.
Alle ore 17.30 si interrompe e li invita a recitare l’Ave Maria, una «preghiera per la pace» che quel giorno a quell’ora, nel centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, si tiene in varie parti d’Italia e del Mondo.

Alcuni studenti pregano, altri rimangono in silenzio: di lì a poco l’episodio finisce sui social. E un comunicato di un’associazione studentesca, denuncia «la limitazione della libertà personale» subita dai ragazzi.

La docente sostiene di
non aver coartato la libertà di nessuno e di aver interrotto la lezione solo per pochissimi minuti, ma sul web piovono critiche e pochi messaggi di sostegno.

Interpellato sul punto il Magnifico Rettore dell'Ateneo maceratese dichiara: «Si tratta di un atteggiamento assolutamente improprio e censurabile, mi scuso a nome dell’Ateneo».

Sulla vicenda è intervenuto anche il vescovo di Macerata che chiede scusa, come credente, «di aver destabilizzato la serenità di un'Università».

E poi continua il Vescovo:
La storia dei 25 secondi di interruzione di una lezione, per dire un’Ave Maria per la pace, con la reazione che ha scatenato ci interroga profondamente come credenti. Gli stessi 25 secondi usati per dire una battuta, non avrebbero creato problemi.

Il problema è la poca fede di noi credenti. Perché chi prega molto, ad esempio chi recita il Rosario, potrebbe pensare che le Ave Maria "valgano poco", e per quello bisogna recitarne 50.

E invece no: l'agitazione suscitata all'Università di Macerata da una sola Ave Maria ha ricordato che la preghiera è una forza, una potenza che può mettere paura a qualcuno.
Grazie a chi crede più di noi credenti che quelle poche parole smuovano i monti e i cuori tanto da sconvolgere la loro vita.

Grazie fratelli non credenti e anticlericali perché ci avete ricordato quali tesori possediamo noi credenti, e non ne sappiamo apprezzare adeguatamente il valore e l’importanza.